martedì, 15 dicembre 2009
 Sull’essenza della verità di Martin Heidegger
 
Questo libricino del grandissimo filosofo tedesco Martin Heidegger, impreziosito da uno scritto introduttivo di Umberto Galimberti sul pensiero heideggeriano, è un’ottima lettura notturna, che invita a riflettere sul senso delle nostre azioni quotidiane. La prosa è molto meno complessa rispetto a quella di Essere e tempo, ma sempre calzante, verso la ricerca della verità, che altro non è se non il vero, che a sua volta è il reale??? La verità è che molto spesso la verità è adeguazione della conoscenza alla cosa oggetto della conoscenza, quindi conformità, ma l’intelletto può essere conforme all’idea solo in quanto realizza l’adeguazione del pensato alla cosa che deve essere conforme all’idea. Da questo punt odi vista, la non verità diventa il non accordo con la cosa, ed è così che la concepiamo noi nel nostro quotidiano. Che cos’è allora la verità? Può essere definita?
Come può il giudizio adeguarsi alla cosa? Qual è il principio che rende possibile questo, la conformità? La libertà è questo principio… è quel’è allora l’esistenza della verità? Libro da leggere, per passare subito dopo a Essere e tempo.
 
Martin Heidegger, Sull’essenza della verità
A cura di Umberto Galimberti, La Scuola, 1973  
VAL.   E CHI SONO IO PER DARE UN GIUDIZIO A UN FILOSOFO????
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categoria:filosofia, recensioni / libri
domenica, 13 dicembre 2009
Firstable, when Simon asked me to reed this book, I accept so quickly, because I like so much irish literature, myths and eroes, such as Finn mac Cumhail. But... I had to know his way! Sincerely, often Simon is a bit “stro...” with his contributors, and this is one of that time. Firstable, like I said before, I accept to reed the book thinking it was contemporary english, not irish language of the seventeenth and eighteenth century! Oh my God! If only I think all the times I ride three, four, five times a single page! He pull always me leg... certainly, you have understand I am not english and I don’t write it as so well as I speak it, even if I live in Australia till six years. So he emails me and wrote: “I have sent a book for you; read it and write something about what you red... in english!!!”.
Just to explain, I am Italian, I study so bad english at school (because in Italy there’s no good teachers in teaching languages) and australian english is so different! By the way... I live in Melbourne, and here most of the people are italian (even if they say that they aren’t italians, you can imagine why thay say that!). but I give my word and so it is... here you are the book I red:
 
The Irish Fairy book by Alfred Perceval Graves
 
Contents:
 
The three crowns by Patrick Kennedy
The grateful beasts by Patrick Kennedy
The lepacaun by William Allingham
Daniel O’Rourke by William Maginn
Cuchulain of Muirthemne by Lady Gregory
The boyhood of Cuchulain by Standish O’Grady
The legend of Knockgrafton by T. Crofton Croker
The stolen child by W. B. Yeats
The land of youth by Michael Comyn
The adventures of Gilla na Chreck by Patrick Kennedy
The hillman and the housewife by Juliana Horatia Ewing
Jamie Freel and the young lady by Letitia Maclintock
A legend of Knockmany by William Carleton
The white trout by Samuel Lover
The wonderful cake by Patrick Kennedy
The legend of the little weaver by Samuel Lover
Mor of Cloyne by Alfred Perceval Graves
Lawn Dyarrig by Jeremiah Curtin (so wonderfull!!!)
The horned women by Lady Wilde
The quare gander by Joseph Sheridan Le Fanu (so amazing!!!)
The fairies passage by James Clarence Mangan
The king of the black desert by Douglas Hyde
The piper and the Puca by Douglas Hyde
The talking head of Donn-bo by Eleanor Hull (I understood nothing at all of this)
The demon cat by Lady Wilde
Morraha by W. Larminie
The kildare pooka by Patrick Kennedy
Murtough and the witch woman by Eleanor Hull
King O’Tool and St. Kevin by Samuel Lover
The corpse watchers by Patrick Kennedy (very macabre)
The mad pudding by William Carleton (discover the surprising power of an irish pudding!!!)
The voyage of Maeldune by Alfred Tennyson (it could be an heavy metal song)
The coming of Finn by Standish James O’Grady (I wait all the book for this)
 
What ca I say? I really amused reading this book (the times I didn’t curse Simon for giving me this boiling potato), and I found it so interesting, but I love so much Ireland and perhaps I’m a bit... well, the stories tell about brave king’s son that have to show their fathers how much they deserve the crown, wonderful ladies to save, terrible giants, and, most of the time, crafty heroes (like Finn and Lawn Dyarring) that are able to cheat everyone. I don’t know if it is the truth, but Simon told me he saved this book from destruction, because he found it in the rubbish of a public library... I think is scandalous!!! I could understand if a poor (intellectual) “leghista” man get off a book, put it in the rubbish... but a librarian? Dear friend, come with me in Melbourne, too much things sucks in your poor country... is still mister B. at the government? Sorry, I can tell anymore about the book, you can put this short in the blog, and write in big letters the last thing I left you, because this is my personal protest against the disgusting italian situation:
 
HERE IN AUSTRALIA PEOPLE SAY:
 
A BOOK IN THE RUBBISH TODAY, YOUR FREEDOM IN THE RUBBISH TOMORROW
 
HOW MUCH ARE BIGGER ITALIAN RUBBISH ???
 
F.M.A. 17 (pronounced one-seven)
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categoria:recensioni / libri
domenica, 13 dicembre 2009
PIENI DIRITTI PER TUTTI I LAVORATORI IMMIGRATI!
 
Come "Comitato permanente contro le guerre ed il razzismo" partecipiamo con interesse a questa giornata di studio, organizzata dal Master sul!'immigrazione, sulla questione del razzismo istituzionale e dell'attacco ai diritti degli immigrati. Si tratta di un'importante occasione di dibattito e di confronto su una questione che per noi riguarda non solo gli immigrati, ma l'intero mondo del lavoro e l'intera società.
È ormai da anni che i lavoratori immigrati devono fare i conti con un clima sempre più razzista, impulsato dall'alto, dai media, dal padronato e dai governi tanto di centrodestra quanto di centrosinistra. Con il governo Berlusconi e il varo del Pacchetto Sicurezza questo processo ha fatto un salto di qualità in ferocia, rendendo ancora più precaria e ricattabile la condizione dei lavoratori immigrati in Italia e trasformando il clima di ordinario razzismo in un clima di criminalizzazione di massa degli immigrati e di ancor più pesanti discriminazioni ai loro danni. Come chiamare altrimenti la strage dei braccianti a Castelvolturno, l'istituzione delle ronde, i respingimenti delle navi, le aggressioni quotidiane, i veri e propri pogrom contro i campi rom? Come d'altronde definire l'istituzione del reato di "clandestinità" e delle classi separate nelle scuole o la proposta di ridurre a sei mesi la cassa integrazione per gli immigrati?
Il vero obbiettivo del Pacchetto Sicurezza non è l'ottenimento della sicurezza, ma deviare il crescente malessere sociale amplificato dalla crisi economica verso l'affermazione di una feroce concorrenza tra lavoratori immigrati ed italiani per renderli tutti più isolati e più deboli nel mercato del lavoro. Il razzismo è infatti un'arma rivolta anche contro i lavoratori italiani che di fronte alla crisi, ai licenziamenti, alla cassa integrazione e a condizioni sociali sempre più insostenibili vengono spinti ad indirizzare la loro rabbia contro un falso bersaglio e a vedere nei lavoratori di altre nazionalità dei loro nemici.
Contro tutto ciò si può e si deve reagire insieme, immigrati ed autoctoni! Cojtninciamo a denunciare_gli_ attacchi che le popolazioni immigrate subiscono quotidianamente e le vere responsabilità che hanno portato a questa situazione che grava innanzitutto sulle vite dei lavoratori immigrati, ma che finirà per soffocare tutta la società. Costruiamo insieme un percorso che spezzi l'isolamento cui sono costrette le popolazioni immigrate dal clima di razzismo imperante e che ricomponga la divisione tra la popolazione autoctona e immigrata che si è approfondita sui posti di lavoro, nelle scuole, in ogni ambito della nostra vita.
In quest'ottica vi invitiamo a partecipare alle riunioni del "Comitato permanente contro le guerre ed il razzismo", a partire dalla prossima che si terrà giovedì 17 dicembre, presso il Centro di documentazione Wilhelm Wolff di Marghera, alle ore 20.30.
 
// "Comitatopermanente contro le guerre ed il razzismo" è sorto nel 2003 come reazione allo scatenamento della guerra contro il popolo iracheno e da allora abbiamo continuato a studiare, produrre controinformazione e mobilitarci sulle tematiche della guerra, del razzismo, del colonialismo, delle lotte dei lavoratori, delle donne e degli immigrati, come anche della questione ecologica. Tutte tematiche che per noi sono strettamente legate e che non è possibile scindere le une dalle altre. Nel comitato sono confluite esperienze differenti e questo lo ha reso uno spazio di dibattito e di mobilitazione estremamente vivace. Ciò che ci distingue maggiormente, oltre alla nostra continuità di lavoro e di presenza sul territorio come anche nelle maggiori manifestazioni e mobilitazioni nazionali, è soprattutto il nostro incondizionato sostegno alle popolazioni immigrate qui in Occidente come anche alle lotte dei popoli del Sud e dell 'Est del mondo. Questo è per noi un elemento irrinunciabile attorno al quale si struttura tutta la nostra attività.
 
Comitato permanente contro le guerre e il razzismo
Info & contatti:
Centro di documentazione Wilhelm Wolff, Piazzale Radaelli 3-30175 Marghera (VE)
comitatopermanente@interfree.it
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categoria:eventi, comunicati stampa
sabato, 12 dicembre 2009
Sommario
 
- Caro Papi Natale
 
- Guida alla lettura
 
I Capitolo. Papino, ovvero il cantante, le scope elettriche, il nuovo miracolo italiano
II Capitolo. Chi ha incastrato Papi Rabbit, ovvero la politica, le toghe rosse, la teoria dell’eterno complotto
III Capitolo. Il Papi quotidiano, ovvero i complicati rapporti tra il Cav e la stampa
IV Capitolo. Il Pap(p)one, ovvero storie di Noemi, Sabina Began e altre veline
V Capitolo. Il Papocchio, ovvero un po’ di interrogativi sfusi
Appendice. Le domande a Silvio Berlusconi di Vespa, Feltri, Belpietro, Minzolini
 
Umberto Bossi. Ora vi dico cosa penso del Cavaliere
 
Introduzione
 
Caro Papi Natale,
anche quest’anno non ho assunto stallieri, non ho subìto 106 processi, non sono stata nella dacia di Putin e nemmeno nella escort di Tarantini, non ho avuto Capezzone come portavoce, non ho costruito il Ponte sullo Stretto, il Mose e quattro centrali nucleari (se è per quello nemmeno Lei), non ho fatto lifting e tricotrapianti, non ho una canottiera come quella di Bossi, non ho sei televisioni (e nemmeno sei schermi tv), non mi sono iscritta alla P2, non ho pagato tangenti, non ho evaso il fisco, non ho esportato capitali e non me ne faccio nulla di scudo fiscale, lodo, processo breve, legittimo impedimento e immunità parlamentare, non ho creato un milione di posti di lavoro (intendeva dire in meno?) e non ho portato un poliziotto in ogni quartiere (idem come sopra), non ho raccomandato veline e piazzato velinari alla direzione del Tg1, non ho tagliato le tasse (Lei invece sì?), non ho corrotto avvocati e non ho 100 avvocati, non ho avuto Emilio Fede, Carlo Taormina, Niccolò Ghedini e Angelino Alfano alle mie dipendenze, non sono perseguitato dalle toghe rosse, dalla stampa rossa, dalle scuole rosse e dalle rosse, non ho creato società off-shore, non ho fondato un partito insieme a Dell’Utri (che è un organizzatore di primo grado), non ho tenuto minorenni sulle ginocchia, non sono stata unta dal signore, non mi sono fatta da sola e non mi sono fatta neanche in compagnia, non ho palpato operaie russe, non ho fatto cucu alla Merkel e detto abbronzato a Obama, non ho fatto le corna a una foto di gruppo (a dire il vero sì, ma era in terza elementare!), non sono stata la miglior statista italiana degli ultimi 150 anni, non ho organizzato festini a Villa Certosa, non ho fatto sesso tre ore a notte (purtroppo) e non ho cantato con Apicella (per fortuna), non ho fatto eleggere Ciarrapico, non ho lanciato editti bulgari, non ho nominato La Russa, Rotondi e Bondi ministri, non ho messo Mara Carfagna alle Papi Opportunità dopo un esame scritto (il calendario?) e Maria Stella Gelmini all’Istruzione dopo un esame orale (…), non ho rischiato di vincere il Nobel per la Pace (perché, Lei sì?), non ho una squadra di calcio e non prendo a calci la Costituzione, non ho detto che Eluana Englaro poteva avere figli e alle disoccupate di sistemarsi sposando i figli dei ricchi...
Non voglio tediarLa oltre: lo so, sono stata una buona a nulla. E non avendo fatto e detto tutto quello che ha fatto e detto Lei non posso aspirare non dico alla Presidenza del Consiglio, ma nemmeno a un posticino di assessore al municipio di Baranzate e forse non merito nemmeno
un piccolo regalo di Natale. Però siccome Lei è buono, caro Papi Natale, mi permetto di farle centouno domande, a nome mio e di qualche migliaio di amici.
Sono interrogativi che La riguardano e che ho raccolto un po’ alla volta nello stagno - il blog di Rassegna Stanca - che poi altro non è che un posto dove si cerca di capire (spesso senza riuscirci) quello che succede e quello che i media ci raccontano.
Risponda. Permetterà (forse) a me e a noi tutti di capire come ha fatto a diventare Silvio Berlusconi e come l’Italia possa essersi consegnata a Lei.
 
Guida alla lettura
 
Questo libro è stato scritto a 5000 mani. Il blog Rassegna Stanca (http://lerane.wordpress.com/) e il suo autore (un giornalista che si firma La Rana) ha raccolto
nelle ultime settimane le domande che alcune migliaia di persone hanno posto al Presidente del Consiglio per avere chiarimenti su aspetti, ancora oscuri, della sua vita di imprenditore, di politico, di premier. Donne e uomini qualunque che pensano che il premier - oltre a raccontare cosa sia successo con veline e ciarpame - debba soprattutto chiarire all’Italia come mai, fin dagli inizi della sua carriera, ci siano stati ripetuti punti di contatto con mafia, P2, corruzione, tangenti. Qual è - chiede ad esempio una delle domande – il numero esatto di scope elettriche che ha venduto il Cavaliere per mettere da parte il gruzzoletto necessario
a costruire Milano2? Ma, al di là dell’ironia, si chiede anche se possa essere una semplice coincidenza il fatto che la Banca Rasini, quella dove lavorava il padre Luigi e quella che ha finanziato le prime operazioni immobiliari di Berlusconi, fosse anche la cassaforte milanese della mafia? E ancora si domanda per quale motivo il premier abbia affidato i suoi figli al
pluriomicida Mangano, lo stalliere di Arcore, e perché (anche quando non poteva più ignorare la mafiosità di Mangano) lo abbia definito un eroe. Può essere un eroe la persona che fa parte della stessa organizzazione che ha ucciso Falcone e Borsellino?
In questo libro ci sono 101 domande. Potevano essere molte di più. E’ stata fatta una selezione, talvolta arbitraria, lasciando non le più originali, le più incisive, le più ficcanti, le più pungenti, ma quelle più cliccate dai lettori del blog Rassegna Stanca, le faq preferite. In molti, tantissimi, chiedono come ha fatto i soldi, come ha fatto a conservare le frequenze tv e a ottenere da vari governi (da Craxi in poi) leggi salvamediaset, come sia stato possibile spacciare per interesse di tutti gli italiani il processo breve o lo scudo fiscale o la depenalizzazione del falso in bilancio. E, tra le altre, vengono riproposte anche le domande di Repubblica così come quelle della Padania, formulate a Berlusconi nel 1998, quando Silvio e Umberto erano nemici. Nei cinque capitoli, comunque, si spazia dagli inizi (il nuovo miracolo italiano), alla politica, alle toghe rosse, alla teoria dell’eterno complotto, ai complicati rapporti con la stampa e con la libertà di stampa, a Noemi, Sabina Began e alle veline, alla Rai e a Mediaset, a Mills, a Dell’Utri, a Previti, ad Alfano, alle leggi ad personam, fino ad arrivare agli aspetti più reconditi della vita privata: La notte riesce a dormire? Ha giurato spesso sui figli e non è mai successo niente: di chi sono i suoi figli? A 73 anni tre ore di sesso a notte: è disponibile all’antidoping?
Alcune domande (su Libia, su Turchia, Diaz…) non le trovate in questa selezione, ma si possono comunque leggere nel gruppo di facebook Dieci (nuove) domande a Berlusconi. Altre le ho accorpate perché simili tra loro. Tra quelle “scartate” ce n’è una che mi è molto piaciuta, un'affermazione più che un quesito: tutto sommato non ha fatto molta carriera: ha iniziato vendendo scope porta a porta, ha finito vendendo bufale a Porta a Porta!
In cima a tutti gli interrogativi c’è comunque il domandone finale, il centounesimo quesito, quello che (anche se declinato con parole diverse, talvolta secche e irripetibili) è stato scritto dalla maggioranza delle persone: scusi, signor Presidente del Consiglio, quand’è che ci restituisce l’Italia?
Impreziosisce il libro un esclusivo intervento di Umberto Bossi, che ci regala cinque anni di sue esternazioni sul premier, quando Lega e Forza Italia erano su barricate diverse.
Infine, in appendice, ci sono le domande scomode di quattro importanti giornalisti: Vespa, Belpietro, Feltri e Minzolini. Buona lettura
 
Primo Capitolo
 
Papino, ovvero il cantante, le scope elettriche, il nuovo miracolo italiano
 
Silvio Berlusconi, figlio di un funzionario di banca e di una casalinga, ha lavorato come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera con l’amico Fedele Confalonieri, poi come venditore di scope elettriche porta a porta insieme a Guida Possa, che sarà ricompensato più tardi con l’incarico di viceministro all’istruzione del primo Governo Berlusconi. A 25 anni
smette di fare il rappresentante e diventa agente immobiliare. Improvvisamente fonda un impero, prima costruito coi mattoni, poi con le antenne tv.
 
1 Ci può dire il numero esatto di scope elettriche che ha venduto per riuscire a mettere da parte i soldi necessari alla costruzione di Milano2?
 
2 La sua prima azienda, la Edilnord spa, la fonda nel 1963 e vede tra i suoi soci Carlo Rasini (titolare dell’omonima banca in cui lavorava Suo padre) e il commercialista svizzero Renzo Rezzonico che Le fornisce il denaro attraverso la finanziaria svizzera Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo, quindi arrivano alla Edilnord attraverso la Banca Rasini. E’ frutto solo di una singolare coincidenza il fatto che la Banca Rasini, stando alle dichiarazioni di Michele Sindona, fosse la banca milanese della mafia e che tra i suoi clienti più illustri avesse Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano?
 
3 Da dove deriva l’ottimismo che spinge una banca e una finanziaria elvetica a mettere nelle mani di un giovane di 27 anni, che fino a quel momento aveva accumulato solo lavoretti saltuari senza realizzare niente di economicamente rilevante o interessante, cospicue somme di denaro?
 
4 Il 26 settembre 1968 la sua società - l’Edilnord Sas - acquista dal conte Bonzi l’area dove Lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l’area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, è di enorme portata (oggi equivarrebbe a oltre 25 milioni di euro). Dopo l’acquisto Lei aprì un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 5 anni porterà all’edificazione di Milano2. Gli oltre 30 miliardi per comprare l’area, chi glieli diede? Che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo
credito? Chi Le fornì il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere?
 
5 Perché dalla costruzione di Milano2 in avanti, e fino al 1975, tutte le Sue società saranno coperte da una selva di sigle e di prestanome?
 
6 Sempre relativamente ai Suoi esordi immobiliari può chiarire il ruolo svolto dalle misteriose finanziarie svizzere - amministrate dall’avvocato di Lugano Renzo Rezzonico - che le hanno elargito capitali a piene mani per sostenere le sue attività? Chi c’era dietro? Di chi erano i soldi? Da dove arrivavano? Perché e in cambio di cosa hanno affidato proprio a Lei somme
estremamente cospicue? Perché i soliti suoi detrattori parlano di riciclaggio di denaro e addirittura di mafia?
 
7 Nel 1973 acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne e orfana dal 1970, la settecentesca Villa di Arcore, con quadri d’autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un tutore, l’avvocato Cesare Previti, che è pure un Suo amico, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, Lei riesce a pagare la favolosa villa con annessi e connessi circa 500 milioni di lire: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in contanti, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borsa, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettata di carta straccia. A questo punto, Lei e Previti vi offrite generosamente di ricomprare le azioni, ma alla
metà del prezzo inizialmente pattuito. Alla bambina Annamaria Casati Stampa di Soncino avete rubato anche le caramelle?
 
8 Il 2 febbraio 1973 Lei fonda un’altra società, la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventa una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Il denaro in contanti per queste operazioni finanziarie chi glielo diede?
 
9 Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compie un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (circa 2 milioni di euro di oggi). Il 22 luglio 1975 la medesima società esegue un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi di lire. Da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti?
 
10 Nel 1974 nasce la Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell’Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società Azionaria Finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato addirittura nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, figlieranno una miriade di società legate a Lei e ai suoi cari: a cominciare dalle decine di “Holding Italiana” che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d’Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro (consulenti tecnici della Procura di Palermo al processo contro Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa) queste finanziarie hanno ricevuto
fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di lire e 250 milioni di euro di oggi), in parte addirittura in contanti e in assegni mascherati, dei quali si ignora la provenienza. La Procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi investiti nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontate. Un suo consulente tecnico, il professor Paolo Jovenitti, ammette l’anomalia e l’incomprensibilità di alcune operazioni dell’epoca. Può chiarire Lei dov’è l’anomalia?
 
11 La Fininvest nasce in due tappe. Partiamo dalla seconda: l’8 giugno 1978 lei fonda a Roma la Finanziaria d’Investimento Srl - in sigla Fininvest - dotandola di un capitale di 20 milioni di lire e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre di Cesare. Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura viene portato a 50 milioni,
il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi. In 6 mesi, quindi, Lei passa dall’avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Come ci è riuscito?
 
12 La Fininvest, che fino al luglio del 1979 non ha nemmeno un dipendente, con tutti quei soldi in cassa, viene trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979, era stata fusa con un’altra sua società dall’identico nome: la Fininvest Spa di Milano, anch’essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l’11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Dopo la fusione il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi. Anche in questo caso potrebbe fornire nomi e cognomi degli amici che le hanno consentito questi straordinari aumenti di capitale?
 
13 Perché il capitale Fininvest è stato affidato a decine di “Holding Italiane”? In passato Lei ha spiegato che la ragione di tale castello societario sta nell’aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato e che l’inventore del marchingegno finanziario fu Previti.
Dunque voleva solo pagare un po’ meno tasse. Però può spiegare perché parte dei suoi capitali transitarono nella società fiduciaria denominata ParMaFid, fondata da due commercialisti (Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini) e domiciliata in via
Sant’Orsola 3 a Milano? Risulta infatti che quote diverse delle suddette Holding siano state intestate da Lei alla ParMaFid. Nel dettaglio: il 10% della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale - in un perfetto gioco di scatole cinesi - a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Potrebbe chiarire per conto di chi la ParMaFid ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché decise di affidare proprio a questa società tale immensa fortuna?
 
14 La ParMaFid è la medesima società fiduciaria che ha gestito esattamente nello stesso periodo tutti i beni di Antonio Virgilio. Lei è conoscenza del fatto che Virgilio è stato uno dei principali riciclatori di Cosa Nostra, lavorando al servizio dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss di area corleonese e non, attivi nel traffico di stupefacenti e nei sequestri di
persona?
 
15 A chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla ParMaFid? Per conto di chi la ParMaFid incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano i Suoi soci nascosti nella fiduciaria di via Sant’Orsola 3?
 
16 Il 24 ottobre 1979 Lei riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell’Edilnord Cantieri Residenziali. Si spaccia per un “un semplice consulente esterno” addetto “alla progettazione di Milano2”. In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l’ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un’anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare
per la Fininvest come avvocato d’affari (società estere, contratti dei calciatori del Milan, e così via). Arrestato nel 1985 nello scandalo Icomec (e poi assolto), tornerà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza, poi
verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato in primo e secondo grado a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2. Pensa che siano vittime della persecuzione delle toghe rosse?
 
17 Sul finire del 1979 incarica Adriano Galliani di girare l’Italia per acquistare frequenze tivù. Adriano Galliani, chissà perché, inizia dal Sud, dalla Sicilia, il tour per garantire il controllo di diverse emittenti. Sull’isola entra in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedrà nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Lo sa che all'epoca Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonché suo partner, è marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta, super boss che nel ‘79 è ancora braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana?
 
18 Trova che sia un’altra singolare coincidenza il fatto che Misilmeri sia il luogo d’origine dei soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto fondò nel 1955 la Banca Rasini di Milano?
 
19 Suo padre Luigi Berlusconi, funzionario della Banca Rasini, le ha mai parlato di Giuseppe Azzaretto e di suo figlio, Dario Azzaretto, che erano - con i Rasini - i suoi diretti superiori?
 
20 Marcello Dell’Utri è uno dei padri di Forza Italia. Lei, anche alla luce della condanna in primo grado di Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, ritiene di poter escludere infiltrazioni di Cosa Nostra nel suo partito?
 
 
Secondo Capitolo
 
Chi ha incastrato Papi Rabbit, ovvero la politica, le toghe rosse, la teoria dell’eterno complotto
 
Accuse alla magistratura, indicata come una forza eversiva che “attenta alla vita del governo” e “rischia di portare il Paese sull'orlo della guerra civile”. Poteri forti che tramano nell’ombra. Imprenditori stranieri che vogliono fargli pagare il suo successo. Servizi segreti deviati. Silvio Berlusconi, pur se osannato dalle folle, è un uomo solo al comando, accerchiato e contrastato dal potere...
 
21 Lei ha parlato di un progetto eversivo che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
 
22 Ma Lei si prende sul serio quando sostiene che c’è un complotto internazionale contro di Lei?
 
23 Il disegno di legge sul processo breve presentato da Pdl e Lega s’intitola Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi. Perché un titolo così neutro? Non sarebbe stato meglio mettere direttamente nome e cognome di quel cittadino?
 
24 Continua a sostenere che l’accanimento giudiziario nei suoi confronti è iniziato soltanto dopo la sua discesa in campo. Come mai siamo convinti che le inchieste su Fininvest abbiano preceduto la sua discesa in campo?
 
25 Si era detto pronto a lasciare la vita politica se verrà dimostrato un rapporto mio o della Fininvest o di una società del gruppo col signor Bettino Craxi, diverso da quello della pura amicizia! L’amicizia con Bettino era forte al punto da riuscire a ottenere da lui ben due “decreti Berlusconi”, per salvare le tv finite sotto inchiesta e minacciate di sequestro dai magistrati?
 
26 La Corte di Cassazione, confermando la prescrizione del reato di finanziamento illecito nel processo sulla sua società off-shore All Iberian, ha ritenuto che Lei versò illegalmente a Bettino Craxi, tra il 1990 e il 1992, ben 21 miliardi estero su estero. Un prestito tra cari amici? Glieli ha mai restituiti? O ha saldato il debito con un invito a cena ad Hammamet?
 
27 Lei ha dichiarato che Publitalia non ha mai emesso fatture false. Per quale motivo, allora, i massimi dirigenti di Publitalia, a partire dal presidente fondatore Marcello Dell’Utri, hanno patteggiato condanne per decine di miliardi di false fatture e frodi fiscali?
 
28 Sa qualcosa in merito agli omicidi mafiosi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?
 
29 Come ha fatto a far cambiare idea a Umberto Bossi che, fino al 1999, la definiva mafioso?
 
30 I parlamentari per Lei sono inutili. Sono un po’ meno inutili quando approvano le leggi ad personam?
 
31 Lei stesso afferma di essere stato sottoposto a ben 106 processi. Lasciamo stare le leggi civili e penali e affidiamoci solo alla legge dei grandi numeri: non crede che qualche accusa a sua carico potrebbe essere fondata?
 
32 Cosa le ricorda il numero 1816? E’ il numero della sua tessera di affiliazione alla P2?
 
33 Al Tribunale ha dichiarato: non ricordo la data della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mi è stata richiesta. Allora perché in quel processo è stato condannato per falsa testimonianza?
 
34 Non trova che diverse sue scelte di Governo tendano casualmente a combaciare con gli obiettivi della P2?
 
35 Il suo legale, Niccolò Ghedini, ha detto che Lei non può partecipare ai processi perché la presenza in aula le sottrarebbe troppo tempo. Non potrebbe recuperare ore preziose rinunciando alle telefonate in cui raccomanda veline alla Rai, alle cantate con Apicella, alle partite del Milan, alle feste di compleanno delle 18enni, ai Topolanek-party…?
 
36 Come mai Lei, Gianni Letta e Angelino Alfano siete andati a cena con Luigi Mazzella e Paolo M. Napolitano - giudici della Consulta - prima che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul Lodo Alfano?
 
37 Se lei avesse saputo che, prima della sentenza Mills, Antonio Di Pietro e Dario Franceschini erano stati a cena dalla giudice Gandus cosa avrebbe fatto e detto?
 
38 Il giorno della sentenza Mills ha detto che quando troverà un po’ di tempo riferirà in Parlamento. Quando troverà un po’ di tempo?
 
39 Sono responsabile di molta sofferenza. Vivo in uno stato di tormento, ho lasciato un'eredità di vergogna. Sono le parole di Bernard Madoff, prima della condanna a 150 anni di carcere per una delle più grandi frodi finanziarie della storia. Non pensa che se avesse vissuto e operato negli Stati Uniti quelle parole potrebbe averle pronunciate Lei.
 
40 Perché non ha approvato il lodo Alfano subito, nel 1994? Lei si salvava e non rompeva le scatole al Paese con le leggi su falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, intercettazioni, scudo fiscale...
 
Terzo Capitolo
 
Il Papi quotidiano, ovvero i complicati rapporti tra il Cav e la stampa

In ordine sparso: sono di sinistra la Consulta, il Presidente della Repubblica, i comici, gli storici, le toghe rosse, i giudici rossi, gli avvocati rossi e le procure rosse, i cattolici (che anzi sono cattocomunisti), i poteri forti, i servizi deviati (che sono deviati a sinistra), Bankitalia, la scuola (che anzi è una fabbrica di consenso politico comunista), gli studenti, gli impiegati-fannulloni, i pensionati che non arrivano alla terza settimana, i sindacati, le vittime dell’alluvione di Messina che fischiano, sono di sinistra gli arbitri che fischiano (contro)...
… ma soprattutto per Berlusconi è di sinistra il 72% della stampa italiana e il 100% della stampa estera
 
41 Ha più volte ribadito che tutte le accuse dei media nei suoi confronti sono solo spazzatura. A che categoria merceologica appartiene, invece, il materiale che il Giornale di sua proprietà ha pubblicato e che ha portato alle dimissioni di Paolo Boffo, direttore di Avvenire?
 
42 Ha definito la stampa estera sotto-tappeto della sinistra italiana. Pensa davvero che la il Pd sia in grado di orientare gli editoriali di Le Monde, New York Times, Financial Times o Daily Telegraph?
 
43 Lei ha detto che l’assenza di libertà di stampa in Italia è una barzelletta della minoranza comunista e cattocomunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali. Può aiutarci a fare i conti per bene e a capire dove sta questo 90% di quotidiani comunisti e cattocomunisti?
 
44 Sulla scorta della sua grande esperienza nelle tv e nei giornali potrebbe definire di sinistra e antigovernative le seguenti testate: Rai1, Rai2, Rete4, Italia1, Canale5, Il Tempo, Il Giornale, Il Foglio, Libero, Il Mattino, Il Sole 24 Ore, La Padania, Il Secolo d’Italia…?
 
45 Ricorda il cosiddetto editto bulgaro dell’aprile 2002? Disse: L'uso che Biagi... Come si chiama quell'altro? Santoro... Ma l'altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da arte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga? Secondo Lei come mai, dopo quella dichiarazione, la Rai cacciò Biagi, Santoro e Luttazzi?
 
46 A dicembre dell’anno scorso, in pubblico, si sfogò contro alcuni giornali critici nei suoi confronti sul caso Sky. I giornali mi hanno attaccato in modo indegno, La Stampa, il Corriere. Ma che vergogna! I direttori, tutti dovrebbero andare a casa. E’ stata una coincidenza che, nel giro di breve, La Stampa e il Corriere della Sera abbiano cambiato direttore?
 
47 Fino a prova contraria era Lei che andava a puttane. Allora perché accusa la stampa straniera di sputtanare l’Italia imbeccata da giornali italiani?
 
48 Riferendosi alle esternazioni di Marco Travaglio ad Anno Zero ha accusato questa tv pubblica di essere indegna di un Paese civile. Cos’è degno di un Paese civile? Il Grande Fratello? L’Isola dei Famosi? La Fattoria?
 
49 Siamo d’accordo con Lei: Anno Zero è di sinistra e va in onda una volta a settimana. Non pensa che sia abbondantemente controbilanciato da Porta a Porta, che va in onda tutti i giorni?
 
50 A proposito di tv pubblica: come mai circola questa grossa bugia che sarebbe stato Lei a imporre Augusto Minzolini alla direzione del Tg1? E’ il Presidente del Consiglio a scegliere i direttori dei telegiornali?
 
51 Vede mai il Tg4 di Emilio Fede?
 
52 Come giudica la multa Ue di alcune centinaia di migliaia di euro che il nostro Paese, ovvero le nostre tasse, paga giornalmente per consentire alla sua Rete4 di occupare le frequenze di Europa7?
 
53 Sa spiegarsi spiegare perché il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha fatto solo editoriali che la difendono? E come mai il Tg1 ha trattato con dovizia di particolari il caso Marrazzo, mentre lo stesso Minzolini aveva dichiarato in diretta sulla rete ammiraglia di avere scelto una posizione prudente sull’ultimo gossip del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi?
 
54 Un’intercettazione telefonica riporta un suo dialogo con Agostino Saccà. Chiede al manager Rai di far lavorare Evelina Manna e Elena Russo. Ricorda quante veline ha raccomandato e perché?
 
55 Gira la voce che agli inizi della sua scalata tv Lei avesse trovato il modo di taroccare i dati Auditel. A chi aveva in casa il rilevatori d’ascolti pare che Lei promettesse megatelevisori in cambio dell’impegno a tenere il vecchio apparecchio acceso fisso sui suoi canali. Si tratta di una leggenda metropolitana?
 
56 Il Tribunale Civile di Milano ha condannato a risarcire le spese processuali un cittadino che l'aveva citata in giudizio per non aver rispettato il contratto con gli italiani in quanto “le dichiarazioni resa da Silvio Berlusconi nel contratto con gli italiani non hanno valore contrattuale”. Premesso questo, secondo Lei perché Bruno Vespa, che sapeva che quel documento era carta straccia, si è volentieri prestato al gioco?
 
57 Può spiegare la sua possibilità di tenere sotto controllo la maggior parte dei mass media mentre è il Presidente del Consiglio? La nostra libertà d'informazione dove l’ha messa?
 
58 Giuseppe Ciarrapico, senatore Pdl, ha 5 condanne definitive per sfruttamento di lavoro minorile, per ricettazione fallimentare (3 anni), per bancarotta fraudolenta (4 anni e 6 mesi), per truffa pluriaggravata (1 anno e 8 mesi), per falso in bilancio e truffa (1 anno). Cosa l’ha spinta a ritenere necessaria la presenza di Ciarrapico in Parlamento? Forse il suo ruolo di editore di una serie di giornali locali?
 
59 E’ fiero di aver finanziato coi soldi pubblici il flop del film Barbarossa solo per fare un regalo a Bossi?
 
60 Indro Montanelli La conosceva bene e di Lei diceva: Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne. Ma dai? Ma davvero ci crede anche Lei?
 
Quarto Capitolo
 
Il Pap(p)one, ovvero storie di Noemi, Sabina Began e altre veline
 
Le annunciate candidature delle veline alle ultime europee, il ciarpame senza pudore di cui parla Veronica Lario, la partecipazione alla festa dei 18 anni di Noemi Letizia aprono la porta del privato berlusconiano, spesso intrecciato con la politica, i mezzi di informazione e le vicende pubbliche. Dopo il brindisi di compleanno a Casoria, arrivano le notizie su Patrizia D’Addario, Gianpaolo Tarantini, le escort, i festini a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli. “Per me è tutto chiarissimo, per me è tutta spazzatura - si difende Silvio Berlusconi - E io di spazzatura me ne intendo, perché a Napoli l’ho fatta fuori, farò fuori anche questa”.
 
61 Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi, fornendo quattro versioni diverse sulle circostanze in cui ha conosciuto la famiglia Letizia?
 
62 E’ vero che ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?
 
63 Veronica Lario ha detto che lei frequenta minorenni. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
 
64 Sua moglie dice che “non sta bene” e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?
 
65 Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano papi?
 
66 Si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008. Sono decine le squillo secondo le indagini, condotte nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute?
 
67 E’ capitato che voli di Stato senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
 
68 Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi
di ricatto?
 
69 Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
 
70 Una delle partecipanti alle sue feste ha affermato che diverse ragazze dell’Est avrebbero bazzicato Villa Certosa. Bossi ne era al corrente? Avevano tutte il permesso di soggiorno?
 
71 Secondo l’avvocato Ghedini lei è solo l’utilizzatore finale. In che rapporti è con il pappone iniziale?
 
72 Secondo Lei se Osama Bin Laden si tagliasse la barba, comprasse una parrucca bionda e indossasse un paio di tette finte riuscirebbe a intrufolarsi a Palazzo Grazioli?
 
73 Vista la sua intensa vita privata, come mai è sempre così teso e nervoso? C'è qualcosa che non ha funzionato e le ha impedito di rilassarsi adeguatamente nei momenti opportuni?
 
74 Ha dichiarato che le foto scattate a Villa Certosa riprendono situazioni del tutto innocenti. In particolare si riferisce forse alle dimensioni del “billo” di Topolanek?
 
75 Lei ha detto di non sapere niente delle ragazze pagate per gli appuntamenti a casa sua. Si rende conto che se un premier non è capace di capire cosa accade a casa sua difficilmente può capire cosa succede in una nazione?
 
76 Cialis, Viagra o tecnologia?
 
77 Sono parole sue: mi bastano tre ore di sonno e poi posso far l'amore per altre tre ore. A 73 anni? Sarebbe disposto a sottoporsi a un bell’esame antidoping?
 
78 Roberto Benigni diceva: ha giurato una volta sulla testa dei figli e non è successo niente, ha giurato un'altra volta sulla testa dei figli e non è successo ancora niente. Di chi sono i suoi figli?
 
79 Perché con tutti i soldi che ha le libere professioniste non le ricompensava in contanti invece di candidarle a destra e a manca o di nominarle ministre?
 
80 Può spiegarci le particolari abilità e competenze che l’hanno spinta ad assegnare alla Gelmini il dicastero dell’Istruzione e alla Carfagna le Pari Opportunità.
 
 
Quinto Capitolo
 
Il Papocchio, ovvero un po’ di interrogativi sfusi
 
81 Una domanda semplice semplice: se Lei fosse al mio posto cosa penserebbe di se stesso?
 
82 Lei è sulla scena politica dal 1994: pensa che in questi 15 anni, grazie a Lei, la situazione economica e sociale del Paese sia migliorata?
 
83 Non ritiene che le alte cariche istituzionali di un Paese debbano avere e seguire, in pubblico e in privato, alti valori etici e morali?
 
84 Perché ce l’ha tanto coi comunisti? In Italia non hanno mai fatto niente contro di Lei, nemmeno una leggina piccola piccola come il conflitto di interessi?
 
85 Self made man. Ma Craxi non le ha dato nemmeno un piccolo aiutino?
 
86 Lei è stato il miglior statista italiano degli ultimi 150 anni. Perché nell’arco di questo secolo e mezzo questa fortuna è capitata proprio a noi?
 
87 Aveva promesso che avrebbe passato tutto il mese di agosto a L’Aquila? Non ha potuto mantenere l’impegno a causa di legittimi impedimenti?
 
88 Quanti terremotati hanno potuto usufruire della sua ospitalità nelle sue residenze, nelle sue ville e nei suoi palazzi, come aveva assicurato davanti alle telecamere?
 
89 La cancelliera Merkel, il premier Brown, il presidente Sarkozy hanno aumentato gli aiuti per la povertà. L’Italia li ha ridotti di 400 milioni. Perché tutti mantengono le promesse, tranne il governo italiano?
 
90 E’ ancora convinto che l’effetto serra e i cambiamenti climatici siano una colossale panzana?
 
91 Può dirci se l’inceneritore di Acerra, anziché bruciare ecoballe, ha ridotto in cenere il milione di posti di lavoro, il poliziotto di quartiere e le famose tre “i”?
 
92 Si è giustamente lamentato quando Franceschini ha chiesto: affidereste l’educazione dei vostri figli al premier? Può dirci, però, perché Lei affidasse tutte le mattine i suoi figli al pluriomicida mafioso Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, per accompagnarli a scuola?
 
93 Può spiegare come mai il signor Mangano, condannato in via definitiva per mafia omicidio e spaccio internazionale di droga, una volta uscito dal carcere le ha lasciato un pacco bomba davanti casa? E può spiegare perché, parlando al telefono con Dell'Utri, ride dell'episodio, dice che è un pacco bomba fatto con amore?
 
94 Per Lei il mafioso Mangano era un'eroe. Lo era anche Borsellino, che fu ucciso dall'organizzazione mafiosa di cui Mangano faceva parte?
 
95 Onestà. Cosa le fa venire in mente questa parola?
 
96 Ognuno di noi ha un modello da seguire, qualcuno a cui vorrebbe somigliare. Non so... Gandhi, Mandela, un tronista di uomini e donne... Il modello che ha ispirato Lei, Cavaliere, chi è? Attenzione: modella, non modella.
 
97 Quanto spende, ogni mese, per collanine a farfalla, braccialetti, anelli, cavigliere e i vari regalini che porta con sé per ogni evenienza?
 
98 Le tombe fenicie a Villa Certosa, ci sono veramente o Lei è solo un bugiardo?
 
99 Ho studiato due anni a Parigi, alla Sorbona, e per mantenermi dovevo suonare e cantare nei locali della capitale. Lo ha dichiarato in un'intervista. Come mai ci risulta che Lei non ha mai studiato alla Sorbona?
 
100 Lei si dichiara credente. Andrà in paradiso o all’inferno?
 
101 Il domandone finale, la domanda più cliccata in assoluto, l'interrogativo declinato in modi diversi ma che chiede sostanzialmente sempre la stessa cosa e, più di tutti gli altri, aspetta una risposta pronta, ferma e risoluta: Caro Onorevole Presidente del Consiglio, Cavalier Dottore Silvio Berlusconi, potrebbe dirci quando ci restituirà l'Italia per favore?
 
Le domande della libera stampa a Silvio Berlusconi
 
Bruno Vespa
 
Porta a Porta
 
Presidente Berlusconi, scusi, ma devo farLe questa domanda, altrimenti mi accusano di non fare il mio mestiere: Lei è mai stato con minorenni? No? Bene! Lo sapevo, ma ha fatto bene a rispondere in maniera così esauriente, così una volta per tutte finisce questa storia. Ho un’altra domanda: quando rifacciamo il contratto con gli italiani? Metto a disposizione scrivania e lavagna, magari invito anche qualche parlamentare in minigonna e un paio di opinioniste scollacciate. Ho un’idea: perché al posto del contratto con gli italiani non facciamo il concorso con gli italiani? Alle elezioni, al posto delle schede, si distribuiscono gratta e vinci. Chi gratta la casella Berlusconi può vincere un giorno da Papi, 24 ore a Villa Certosa o a Palazzo Grazioli, ovviamente con tutti gli accessori a disposizione… Che ne pensa?”.
 
Vittorio Feltri
 
Il Giornale
 
Presidente Berlusconi, la accusano di tutto: mafia, droga, tangenti, corruzione, sfruttamento di
prostituzione, esportazione di capitali all'estero e chissà che altro ancora…Lei è considerato ingombrante dalle banche, dalla vecchia aristocrazia industriale, dal potere togato, dai sedicenti progressisti, dai servizi deviati, dalle mafie che combatte con successo. Ma veniamo alla domanda: oggi sparo in prima sul Giornale congiure, intrighi, tranelli, complotti, golpe, veleni. Pensa che stavolta possa bastare così o vuole che sparga fiele su qualcuno in particolare?
 
Maurizio Belpietro
 
Libero
 
Presidente Berlusconi, mi piacerebbe una sua analisi politica su una vicenda rilevante. Non ritiene che il caso Marrazzo abbia dimostrato in maniera inequivocabile la distanza - morale, culturale, estetica, politica – che separa centrodestra e centrosinistra? Il centrosinistra ama prenderlo in quel posto, la destra lo mette nel di dietro a tutti.
 
Augusto Minzolini
 
Tg1: Dottor Berlusconi, domani è il mio giorno libero: pensa che potrò togliere il guinzaglio?
 
Umberto Bossi
 
Ora vi dico cosa penso del Cavaliere (*)
 
Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E’ una costola del vecchio regime. E’ il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l’avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? Berlusconi è
bollito. E’ un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all’Ulivo, segue anche lui l’esercito di Franceschiello dietro il caporale D’Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi?
Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l’è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E’ un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E’ molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio. Berlusconi è l’uomo della mafia. E’ un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C’è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora.
Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra. Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c’era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto. Quel brutto mafioso guadagna soldi con l’eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L’uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a
Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. Forza Italia è stata creata da Marcello Dell’Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.
Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che ’pecunia non olet’. C’è denaro buono che ha odore di sudore, e c’è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: “Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore”. Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago.
Non c’è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell’Utri, inquisito per mafia. La Padania chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l’Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid? Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte. Bisogna che Berlusconi-Berluscosa- Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento.
E non c’è villa, non c’è regalo, non c’è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all’inglese e scaraventano tutto nel Lambro. Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma.
Quando è in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione 18 delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo. E’ ora di mettere fine a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri.
Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi. Ma il poveretto di Arcore sente che il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio.
Un massone, un piduista come l’arcorista è sempre stato un problema di Cosa Sua o Cosa Nostra. Ma attento, Berlusconi: né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società. E lui alla fine avrà un piccolo posto all’Inferno, perché quello lì non se lo pigliano nemmeno in Purgatorio. Perché è Berlusconi che dovrà sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, è la Storia che litiga con lui.
 
 
(*) le frasi riportate sono state pronunciate testualmente da Umberto Bossi fra il 1994 e il 1999, cioè durante le tensioni del primo governo Berlusconi, dopo la rottura fra Bossi e Berlusconi nel dicembre 1994 e prima della loro riappacificazione alla fine del 1999.
 
 
Rassegna Stanca - http://lerane.wordpress.com/
 
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categoria:lettere
lunedì, 23 novembre 2009
Ad Aprilia, come in tutto l’ATO4 (38 Comuni) la Privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002 (seconda provincia d’Italia in ordine di tempo dopo Arezzo) quando la Conferenza dei Sindaci ha messo a gara la gestione del servizio idrico per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato).
Il socio privato è la VEOLIA WATER, una delle più grandi multinazionali che gestisce l’acqua in ogni parte del mondo. Per capire di chi stiamo parlando:
Veolia Water in cifre... (dati al 2008)
 
 
Insomma il MIGLIOR PRIVATO che ci sia sulla piazza!!!
 
AUMENTI DELLE TARIFFE
 
A seguito del passaggio dalla gestione comunale alla gestione ACQUALATINA, una famiglia di Aprilia che consuma 190 metri cubi l’anno, prima pagava al Comune (anno 2004) 122,17 € , mentre l’anno successivo (anno 2005) si è vista arrivare bollette per 205,56 € (aumento del 68,25%). Successivamente le tariffe di ACQUALATINA sono continuate ad aumentare inesorabilmente di anno in anno fino al 2009, per cui, sempre per gli stessi 190 metri cubi si pagano adesso ben 257,52 € , con un aumento rispetto al 2004 del 110,8%.
Le tariffe imposte da ACQUALATINA sono cresciute dal 2004 al 2008 del 20%, dal 2008 al 2009 dell’8.1%, e (come previsto nel contratto modificato nel 2006) cresceranno almeno del 5% fino al 2032.
Aumenti per tipologia di utenza USO DOMESTICO PRIMA ABITAZIONE
Per le seconde case ci sono aumenti che vanno da un minimo del 170% fino ad arrivare al 530%.
Aumenti per tipologia di utenza USO DOMESTICO SECONDA ABITAZIONE
Per i commercianti gli aumenti sono stati enormi. Per esempio un ristorante che prima consumava 293 metri cubi, col Comune la sua bolletta sarebbe stata di 189,97 € , mentre la prima bolletta di ACQUALATINA era di 912,97 € (un aumento del 380,59%), mentre oggi per 293 metri cubi di acqua consulmata annualmente un’utenza commerciale paga ben 1.177,89 € , con un aumento del 512,43 %
Aumenti per tipologia di utenza USO COMMERCIALE
Non va meglio a chi con l’acqua ci lavora, per esempio una lavanderia che si è rivolta al nostro Comitato, prima consumava 470 metri cubi annui, quindi con le tariffe comunali pagava 302,9 €, adesso si trova bollette, per lo stesso consumo, da 1.525,36 € con un aumento del 403,59%.
In questo prospetto generale potete vedere tutti gli aumenti divisi per categoria d’utenza.
Prospetto generale con tutti gli aumenti riferiti per ogni tipologia di utenza
Ci dicevano (e dicono anche adesso), che il Privato avrebbe portato maggiore efficienza e avrebbe ammodernato i nostri impianti, invece l’amministratore delegato (privato) di Acqualatina è stato condannato per i danni ambientali causati dal depuratore di Aprilia.
 
INVESTIMENTI PER MIGLIORARE LA RETE
 
Ci dicevano che grazie ai privati ci sarebbero stati gli investimenti, ma non è stato così...
Dal 2003 al 2008 nell’ATO4 sono stati realizzati investimenti per soli 74,5 milioni di euro. Invece nel contratto sottoscritto al momento della definizione della concessione, nel 2002, per i primi sei anni di gestione, prevedeva, entro il 2008, ben 146 milioni d’investimenti.
Il che vuol dire che rispetto al contratto originario gli investimenti fatti fino al 2008 sono solo il 51%, ossi la metà.
Però il contratto è stato adattato a beneficio del gestore una prima volta nel 2004, dopo una ricognizione dello stato degli impianti, e una seconda volta nel 2006. Ma nel 2006 le carte cambiano: l’investimento non dovrà più essere fatto in sei anni, ma in otto.
E’ come se in una gara di salto in alto (truccata), poichè l’atleta non riesce a superare l’ostacolo, l’asticella viene spostata più in basso!
Per esempio, nel Piano degli investimenti del 12/07/2004 erano previsti per il 2008 33.808.000 €, nella conferenza dei Sindaci del 14/07/2006 sono stati diminuiti a 20.152.000 €, ma poi effettivamente si sono spesi per investimenti soltanto 15.384.000 €.
Quindi nel 2008 sono stati fatti meno della metà degli investimenti previsti inizialmente!!!
Clicca qui per ulteriori informazioni
Nel 2005 su 130.689.531 metri cubi immessi in rete, solo 32.288.228 erano fatturati. Cioè circa 3 litri su 10 pompati e intubati arrivavano ai rubinetti di casa. Lo scorso anno questo rapporto è stato migliore: sono stati immessi nella rete idrica da Acqualatina 116.101.798 metri cubi d’acqua (circa il 10% in meno del 2006). Ma il 64% viene dispersa nelle reti colabrodo.
Quindi per ogni utenza ci sono 300 metri cubi d’acqua “dispersa” nella rete dell’ATO 4 - Latina mediamente ogni anno.
 
NASCE IL COMITATO CITTADINO
DIFESA ACQUA PUBBLICA
 
A febbraio 2005 un gruppo di cittadini costituisce il Comitato Cittadino Acqua Pubblica di Aprilia. Si avvia uno studio approfondito per capire come fosse avvenuta la cessione del servizio al Acqualatina spa. La città, nonostante i primi allarmi del Comitato è ancora tranquilla, anzi scettica.
Quando a maggio 2005, iniziano ad arrivare le prime fatture dell’acqua “privatizzata” sono dolori: "Gli aumenti sono enormi".
L’allarme diventa una brutta realtà, gli scettici di una volta si arrabbiano. Si susseguono manifestazioni e dibattiti cittadini.
Nel frattempo il Comitato si è organizzato, ha studiato tutti i passaggi che hanno portato alla cessione della gestione del servizio e delle reti idriche alla nuova società.
Si capisce subito che tanti passaggi di legge che dovevano coinvolgere la popolazione ed il consiglio comunale sono stati saltati. La società, che avrebbe dovuto far conoscere le nuove regole contrattuali (tali regole sono poi state dichiarate vessatorie dal Tribunale di Latina), ha preferito invece inviare semplicemente la bolletta con la richiesta di pagamento entro un mese.
I cittadini si organizzano. Si decide la strategia: le bollette saranno pagate, ma i bollettini di versamento saranno intestati all’ente comunale che fino al 2004 gestiva le reti e l’acqua.
Aderiscono alla strategia prima 500 famiglie, poi 1400, alla fine le famiglie sono 6500. D’altronde non si capiva e non si capisce perché nonostante tanti passaggi di legge siano stati saltati, gli unici ad avere obblighi e a doversene restare zitti siano i cittadini.
Naturalmente la società Acqualatina reagisce e si rivolge alla magistratura. Da allora è un susseguirsi di cause nei tribunali amministrativi e civili il cui costo è sostenuto dagli stessi cittadini che si autotassano.
Un gruppo di consiglieri comunali nel febbraio 2006 riesce a far votare una delibera con la quale viene respinta e stigmatizzata la cessione del servizio al nuovo gestore. Altri Comuni (Anzio, Amaseno, Cori, Formia, Pontinia) fanno la stessa cosa.
I cittadini portano in causa la società e chiedono di annullare la partecipazione del Comune alla compagine societaria di Acqualatina spa.
La rivolta dei cittadini continua nel 2006, nel 2007 e nel 2008. Il gestore capisce che se le cose continuano così, l’oro blu non rende più e l’affare non conviene.
Mette in atto quindi la “sua strategia”: cercare di fiaccare la “resistenza” chiudendo l’acqua a chi continua a pagarla al Comune anziché alla nuova società che non vuole riconoscere. Le maniere diventano sempre più “convincenti”: per eseguire i distacchi le squadre degli operai della società si presentano scortate da vigilantes armati al seguito.
L’amministratore delegato di Acqualatina dichiara a più riprese che: "I cittadini di Aprilia ne usciranno con le ossa rotte".
La popolazione è avvilita e stanca. Tuttavia non demorde. Le famiglie che Acqualatina spa continua a chiamare “morose” sono 6500. La società dovrà “catturarle” una per una, e non è facile.
 
VIGILANTES ARMATI
PER STACCARE L’ACQUA
 
Nella sola città di Aprilia oltre 6.000 famiglie contestano le bollette inviate da ACQUALATINA e versano degli acconti al Comune di Aprilia (fino ad oggi è stato versato oltre un milione di euro), e allora l’estate passata dei Vigilantes armati hanno accompagnato i tecnici di Aqualatina per ridurre il flusso idrico.
Non solo, arrivano centinaia di cartelle "esattoriali" targate EQUITALIA GERIT per le bollette di Acqualatina, nonostante la magistratura stia continuando a sospenderle e annullarle puntualmente. Infatti 4 Giudici di Pace diversi ed uno del Tribunale di Latina hanno dato ragione a centinaia di cittadini che hanno contestato la procedura esattoriale che Acqualatina insiste a voler utilizzare attraverso GERIT.
Per maggiori informazioni: Il Caffè n. 175
Leggi la sentenza del Giudice di Pace di Terracina che condanna Acqualatina a "restituzione l’indebito pagamento della cartella esattoriale, al pagamento di 2.450,00 €, per aver agito in questo giudizio con mala fede e colpa grave, al pagamento delle spese di lite".
 
MA CHI DOVREBBE
CONTROLLARE LA GESTIONE?
 
Presidente della società è il Senatore CLAUDIO FAZZONE (si avete capito bene, quello che nella trasmissione Annozero PROFUMO DI MAFIA difendeva il Comune di Fondi contro lo scioglimento per Mafia richiesto dal Prefetto di Latina, che tra l’altro vuole querelare).
Per Fazzone il problema ACQUALATINA è tutta colpa della stampa, un pò la stessa tesi che sostiene contro le infiltrazioni mafiose di Fondi... infatti tutti sanno che la stampa in provincia di Latina sta nelle mani di un noto comunista...
Questo senatore nella passata legislazione è stato dichiarato (dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari) INCOMPATIBILE nella carica di presidente di ACQUALATINA e di senatore della Repubblica e si sarebbe dovuto dimettere entro 30 giorni.
Leggi il resoconto del senatore Antonio Boccia in ordine alle cariche rivestite da senatori
Poi il GOVERNO PRODI è caduto e si è riandati alle elezioni, adesso FAZZONE è ancora incompatibile (essendo sempre presidente di ACQUALATINA e di nuovo senatore della repubblica) ma ora è membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari quindi dovrà decidere sulla sua incompatibilità.
CONFLITTO DI INTERESSI?
CLAUDIO FAZZONE DAL 2010 GUADAGNERA’ 73.600 EURO ANNUI, A FRONTE DEI 92 MILA PRECEDENTI, FINORA HA GUADAGNATO COME AMMINISTRATORE DI ACQUALATINA ALMENO 425 MILA EURO.

I BILANCI DI ACQUALATINA
 
Il Bilancio dell’anno 2003 si è concluso con un attivo di 103.162 €
Il 2004 è l’anno del crack: il 16 aprile 2004, la Conferenza dei sindaci dell’Ato 4 approva un accordo dove si dice, nero su bianco, che i guadagni spettano ai privati e le perdite al pubblico. «Qualora, alla chiusura dell’esercizio 2004, il volume fatturato all’utenza fosse inferiore a quello preventivato di 38,6 milioni di metri cubi», recita l’articolo 2 dell’accordo, «o i costi siano superiori 346 milioni di euro, ovvero gli introiti da tariffa minori dei costi del 2004, l’Ato garantirà l’equilibrio economico fìnanziario dell’esercizio 2004 stesso».
A fine anno, l’esercizio 2004 si conferma pessimo, la parte pubblica minaccia di non approvare il bilancio. Acqualatina rischia di dover portare i libri in tribunale. Alla fine il bilancio passa con i soli voti del privato perché all’assemblea dei soci del primo giugno i sindaci disertano in massa. La voragine dei conti è di 14,7 milioni di euro: due terzi della cifra, corrispondono ad appalti che Acqualatina ha concesso in affidamento diretto a società che fanno capo alla parte privata: la stessa Veolia e la sua controllata Siba.
Il Bilancio dell’anno 2005 si è concluso con una perdita di 1.109.697 €.
Il Bilancio dell’anno 2006 si è concluso con un attivo di 347.298 €.
Il Bilancio dell’anno 2007 si è concluso con una perdita di 1.763.515 €, ma la voce di bilancio che più incuriosisce, oltre agli ormai ben noti “compensi degli amministratori”, è la voce relativa al costo del personale. Ha raggiunto la cifra di quasi 16 milioni di euro: quasi il 17,7% in più rispetto al 2006. Voce che già era aumentata di oltre il 12% nel biennio precedente. In 4 anni, dunque, gli stipendi sono lievitati di quasi il 30%, pur avendo la società affidato all’esterno la maggior parte dei suoi servizi (lettura contatori, call center, manutenzioni ecc.)
Per l’ennesima volta, il bilancio del 2008 si chiude con una perdita, pari a 4.361.102 €.
Le cifre del disastro del 2008
183,4 milioni € di debiti, 730 € il debito medio di ogni utente, 60 milioni di debiti verso i Comuni, 5,5 milioni di euro di debiti verso i Consorzi di Bonifica, 55% le bollette emesse su consumi presunti, 90.000 € lo stipendio del presidente Fazzone, 170.000 € lo stipendio dell’ex amministratore delegato Morandi.
 
I COSTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
 
Esponenti di parte pubblica del consiglio di amministrazione sono:
Il Senatore CLAUDIO FAZZONE, eletto nelle file di Forza Italia, percepisce un compenso annuo di 92.000 € come Presidente di Acqualatina spa. Nel CDA della società dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 425mila € (più di 840 milioni delle vecchie lire);
Il sig. GIUSEPPE SIMEONE, consigliere di Forza Italia al Comune di Formia, capo di Gabinetto del Presidente della Provincia, ARMANDO CUSANI. Percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina spa. Dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 248 mila € (quasi 500 milioni delle vecchie lire);
Il sig. ONORATO DE SANTIS, ex assessore provinciale di ALLEANZA NAZIONALE, che percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina da Giugno 2006;
Il dott. GAETANO STEFANELLI, addetto stampa dell’ex senatore MICHELE FORTE nonchè segretario provinciale dell’UDC, che percepisce un compenso annuo di 32.000 € come consigliere di Acqualatina da Giugno 2006;
Complessivamente il CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE (membri pubblici e privati) dal 2003 al 2008 è costato quasi 4 milioni di euro (circa 8 MILIARDI delle vecchie lire);
 
LA LUNGA MANO DELLE BANCHE

Acqualatina, il 23 maggio 2007, ha stipulato con la Depfa Bank plc un contratto di finanziamento a lungo termine, "no recurse" (project finance) per un importo complessivo di 114,5 milioni di euro.
Il finanziamento dovrebbe servire a fare quegli investimenti promessi, ma non ancora realizzati, dal socio privato quando si aggiudicò l’appalto...
Come forma di garanzia al soggetto finanziatore non è bastato il pegno sulle azioni della Società del 49% in mano ai privati, ma ha voluto anche almeno il 17,7% di azioni riferibili ai Soci Pubblici (i Comuni).
Perchè la banca ha voluto anche il 17,7% delle azioni dei Comuni? E’ semplice: perchè "l’Assemblea delibera validamente con il voto favorevole di due terzi del capitale rappresentato". (che corrisponde al 66,6% delle azioni, quindi con 49% + 17,7% = 66,7% la Banca fa quello che vuole)
I Comuni di Sperlonga, Sonnino, Cisterna di Latina, Lenola, Minturno, Terracina, Fondi, SS. Cosma e Damiano, Sabaudia e Latina (24,82% del capitale sociale di Acqualatina), (tutti guidati da amministrazioni di centrodestra fedeli a FAZZONE) si sono affrettati subito a concedere, attraverso delibere di giunta comunale, questo pegno. Però, sembra che l’atto di pegno firmato dai rappresentanti dei Comuni davanti al notaio risulta essere diverso da quello approvato dalle giunte o dai consigli comunali.
Sono stati inseriti ex novo due commi: un trucco per consentire alla Depfa Bank la possibilità di appropriarsi delle quote pubbliche di Acqualatina.
Non dimentichiamoci mai di chi stiamo parlando. La Depfa Bank è la stessa banca per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio a Milano con l’accusa di truffa aggravata per le presunte irregolarità nell’emissione di un bond da 1 mi­liardo e 685 milioni di euro sot­toscritto dal Comune e accom­pagnato da un derivato.
Corriere della sera del 13/11/2009.
Ma la Depfa Bank è anche la filiale irlandese che ha portato la sua “casa madre”, la Hypo Real Estate, ad ottobre 2008 ad un passo dalla bancarotta, cui è riuscita a sfuggire solo grazie ad un pesante salvataggio da parte del governo tedesco.
 
L’INCHIESTA FINITA NEL NULLA
 
Nel gennaio del 2008 ci fu un’inchiesta della Procura della Repubblica che portò all’arresto (per associazione a delinquere, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, falsità ideologica in appalti pubblici e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) di Paride Martella, ex presidente della Provincia di Latina e contemporaneamente Presidente di Acqualatina (anch’esso incompatibile nella doppia carica, come dichiarato anche dal Tribunale di Latina), l’allora amministratore delegato della società Silvano Morandi, l’allora vicepresidente Raimondo Besson, i francesi Bernard Cyna (amministratore delegato della Generale des Eaux) e Louis Marie Pons (dirigente della Veolia Vivendi) e il primo amministratore delegato di Acqualatina Giansandro Rossi.
In seguito comunque furono tutti prosciolti dalla corte di cassazione, ma restano inquietanti alcune intercettazioni di email pubblicate nell’ordinanza del gip: "Le mail del 10.01.03 di Morandi a Pisante e del 9.12.03 di Cyna a Pons e Morandi «sono esplicite in merito al perseguimento di maggiori utili per i ‘soci’ prossimi aggiudicatari».
Gl indagati erano talmente sicuri che si lasciano andare a battute. Silvano Morandi il 07/01/2003 scrive a Cyna e a Pons alcune cose precise sulla questione economica relativa ai sistemi informativi: «... Pisante mi ha chiesto di fare un sacrificio, di non voler fare indigestione di antipasti prima di fare la cena, etc, etc. Vale a dire: offerta economica per questi sei mesi bassa. Io gli ho detto che gli farò i conteggi dei puri costi aziendali. Prima ve li manderò per i commenti. Pisante mi ha chiesto di poter contrattare lui per noi eventuali ‘arrotondamenti’ (in negativo) di prezzo». E’ il classico esempio del contratto camuffato ad arte.
Scrive Morandi a Pons e Cyna: «Ho fatto il lavoro come d’accordo ma nel tempo che lo facevo pensavo sempre che mettere in piedi con Martella un meccanismo: tu chiedi e noi apriamo tutti i libri è pericoloso.... Potrebbe rivelarsi un meccanismo a doppio taglio anche per lui (più cose sai e meno puoi dire che ignoravi)» .
Per maggiori informazioni si consiglia di guardare la registrazione della trasmissione MONITOR di LAZIO TV del 31/01/2008 dal titolo Lo scandalo Acqualatina, l’inchiesta e la politica
In continuo aggiornamento...
Del caso Aprilia se ne sono occupate tutte le maggiori trasmissioni televisive nazionali, nella sezione video potrete trovare i video di Exit, Ambiente Italia, Punto Donna, Formato famiglia, Report - seguito, Primo Piano, Tempi Moderni, Speciale TG1, Report che esprimono benissimo quello che sta succedendo nel nostro territorio.
 
 
Per approfondire:
Diario della Settimana Anno XII N.11 L’inchiesta vecchio stile di Mario Portanova da Aprilia (Latina) I furbetti dei rubinetti - Articolo a cura di Fabrizio Consalvi per il Comitato cittadino difesa acqua pubblica di Aprilia, per info o chiarimenti mandare una email a fconsalvi@gmail.com


 
 Per quanto gli Italiani resteranno a guardare???
Forse sono tutti già morti...

la redazione di Kulturanet
(sempre più indignata)
postato da: CactusJack alle ore 15:43 | Permalink | commenti
categoria:politica, ambiente, lettere, salute, comunicati stampa, attualità
mercoledì, 18 novembre 2009

E' notizia di oggi, che sono cominciati gli scioperi dei lavoratori dei servizi idrici contro l'entrata in vigore del decreto che privatizza l'acqua.

NOI DI KULTURANET DICIAMO:

SVEGLIA ITALIA, SVEGLIA!!!!!!!!!

MA DOVE VIVETE?

NOI DI KULTURANET LO DENUNCIAMMO IL 24 NOVEMBRE 2008 CON QUESTO ARTICOLO PERVENUTOCI DA ALTROCONSUMO (SEZIONE LETTERE):

In Italia l'acqua e' stata privatizzata!

La notizia e' passata nel silenzio piu' assoluto, ma facendo una ricerca in rete spuntano diverse conferme: il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto dal ministro G. Tremonti. Nel comma 1 si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
Scrive Alex Zanotelli sul settimanale Carta: “Cosi' il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia e' oggi tra i paesi per i quali l’acqua e' una merce (in mano alle multinazionali). Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’acqua, queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.”
Ci aspetta un futuro di proteste, come gia' e' accaduto ad Aprilia, in provincia di Latina. Nel 2005 Acqualatina, (in mano, col 46,5% delle azioni, alla multinazionale Veolia) decide di aumentare le bollette del 300%.
 
http://www.peacelink.it/consumo/a/27507.html

PREOCCUPATI, FACEMMO PERVENIRE UNA SERIE DI INTERROGAZIONI AI GRUPPI DI OPPOSIZIONE A ALLA GIUNTE DEI NOSTRI PAESI DI RESIDENZA (CIMADOLMO, ODERZO, SUSEGANA), IN PROVINCIA DI TREVISO E IN REGIONE VENETO, SIA ALLE GIUNTE CHE ALLE OPPOSIZIONI, ALL'ONOREVOLE DI PIETRO E ANCHE A GRILLO (SIC!).

RISPOSTE? ZERO!
CONSIDERAZIONE? ZERO!
PROTESTE? ZERO!
RISULTATO: ACQUA PRIVATIZZATA!
FUTURO? ITALIA LA NUOVA AFRICA
CHI VUOLE L'ACQUA SE LA PAGHI!

E IL POPOLO ITALIANO, COME SEMPRE, RINGRAZIA!!!

CHE BEL MIRACOLO ITALIANO!!!

la redazione di Kulturanet,
con indignazione e sdegno

 
postato da: CactusJack alle ore 19:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:attualità
lunedì, 16 novembre 2009
Continua il nostro confronto fra i grandi personaggi della storia, un confronto fra positivo e negativo: questo mese, un uomo che ha liberato un popolo con la forza della non violenza, e un uomo che dopo essersi appropriato del potere con ogni genere di violenze, ha instaurato nel paese un ventennio dittatoriale e personalistico.
 
Karamciad Gandhi nacque nel 1869 a Porbandar, nella penisola del Kathiawar, all’estremità occidentale dell’India, da una famiglia aristocratica. Suo nonno paterno Uttamciad era stato Diwan (Primo Ministro) a Porbandar, il padre Kava lo fu prima a Rajkot e poi a Vanakaner.
La famiglia lo spedì in Inghilterra per studiare legge, dove fece la conoscenza di Carlyle e del suo Gli eroi e il culto degli eroi, dove venne colpito dal capitolo “L’eroe considerato come profeta”, riguardante la figura di Maometto, figura che divenne un punto di riferimento per Gandhi.
In Inghilterra fu nominato consulente legale di alcune ditte inglesi operanti con Bombay, cosicchè apena tornato in patria potè stringere amicizia con il ricco commerciante Rvashandaker Iagjivian.
Trascorse poi ventuno anni in SudAfrica (1893-1914), anni in cui maturò nella sua mente il programma della Indipendenza Nazionale Indiana (Indian Swaraj). Incarcerato e rilasciato allo scoppiò della guerra anglo-boera, si arruolò nella Croce Rossa come infermiere.
Torna in India con una eredità pesante: nel SudAfrica aveva guidato l’etnia hindù (circa 150 mila persone) nella battaglia vittoriosa contro gli Inglesi per la concessione dei diritti civili. In India entra nel movimento nazionalista di Gangadhar Tilah, dal quale fece cominciare la massiccia resistenza passiva degli indiani contro la repressione britannica; boicottaggio delle merci, delel scuole, degli impieghi offerti dalla corona, rifiuto di pagare le tasse, di ricevere onorificienze, di prestare servizio militare nell’esercito.
Nel 1919 Gandhi organizzò l’agitazione dei fakiri e morto Tilah assunse la guida del movimento indipendentista indiano. Cominciò a essere chiamato Mahatma. Dal 1921 si fecero più forti i contatti di collaborazione con il Partito del Congresso e ne l1922 fondò l’università nazionale del Guiarat, che gli costò sei anni di carcere con l’accusa di alto tradimento. malatosi gravemente, fu liberato dopo due anni credendo la sua sorte fosse oramai segnata. Gandhi invece seppe reagire sia nel fisico che nel morale: avversario irriducibile del capitalismo e delle macchine, delle moderne industrie rappresentanti il peccato, lo sfruttamento e l’egoismo, fondò un movimento di tessitura a mano, propugnando il ritorno all’artigianato popolare attraverso l’arcolai. Provava ripulsa per tutto ciò che l’Occidente aveva portato in oriente, disprezzava le vesti borghesi, andandosene in giro con una semplice pezza bianca di cotone tessuta a mano, seguito da una capretta che gli forniva il poco latte quotidiano. Poi venne la volta della marcia del sale, 388 chilometri a piedi da Ahmenabad al Golfo di Cambay per produrre sale marino evaporato in modo tale da non doverlo comperare dagli Inglesi, il cui monopolio sul sale cominciò a vacillare. Gandhi venne nuovamente imprigionato.
Viene fatto uscire per dargli modo di partecipare alla Conferenza di Londra sull’eventuale concessione di autonomia all’India. Gandhi rispose con il digiuno: la sua protesta inedita fece rapidamente il giro del mondo, pressioni internazionali e nazionali costrinsero la corona britannica a liberare il Mahatma che anche in seguito ricorse a tale protesta, arrivando, nel suo digiuno più lungo, a 145 ore ci inedia. Il dominio coloniale inglese andava frantumandosi di fronte alle pressioni mondiali, la tanto agognata indipendenza indiana alla fine della seconda guerra mondiale giunse, ma la sua gloria non durò molto. Appena liberata l’India il Mahatma aveva proposto lo scioglimento del Congress Party, invitando i suoi membri ad “abiurare il potere e mettersi socialmente al servizio della popolazione”. Ma il partito, com’era ovvio, rifiutò.
Gandhi, già prima della guerra, osò violare le millenarie leggi indiane sulle caste e toccare gli intoccabili, liberò dallo stato di inferiorità umana e civica più di ottanta milioni di uomini considerati i senza casta, i paria. Si erse a conciliatore nelle ricorrenti lotte religiose tra hindù e islamici, adottando anche la forma di protesta del digiuno per forzare la sospensione delel ostilità. Allora hindù, musulmani e sikhs accorsero in massa per dimostrare al Mahatma che la pace era tornata, per convincerlo a desistere dallo sciopero della fame. La guerra fu un altro momento di rottura: molti giovani consideravano la resistenza passiva inutile e dispendiosa, e si arruolarono con le truppe del leader fascista indiano Subhas Chandra Bose, alleato dei Giapponesi in funzione anti britannica. Al termine del conflitto, gli sconfitti si attesteranno su posizioni filo comuniste.
Nel 1946, il Parlamento britannico votò finalmente la tanto agognata indipendenza indiana, che scelse però spontaneamente di rimanere nel Commonwealth. Il 15 agosto 1947 il pandit Nehru, discepolo di Gandhi, fu nominato primo ministro indiano del governo provvisorio; rimase in carica sino all’entrata in vigore della nuova costituzione indiana (26 gennaio 1950) data della nascita della Repubblica dell’India. Gandhi tuttavia non potè veder nascere lo stato per il quale si era tanto battuto: la sua bontà e la sua carità, giudicate segni di debolezza nel delicato periodo della concessione dell’indipendenza, gli inimicarono i nazionalisti, e uno di questi, l’hindù Nathuram Godse, dopo essere stato ricevuto in udienza gli si chinò ai piedi ed esplose sul Mahatma tre revolverate mortali. Erano le ore 16.30 del 30 gennaio 1948.
 
Benito Mussolini nacque a Dovia, frazione di Predappio in Romagna (Forlì) il 29 luglio 1883.
Dopo un’infanzia passata nei campi con la sua famiglia di fabbri, il giovane Mussolini, considerato dalla Kuliscioff “un poetino che ha letto Nietzsche”, aderì al Partito Socialista, anche se secondo i dirigenti di allora non dimostrò mai vera aderenza alle idee socialiste e marxiste ma una certa propensione al comando mirante a conquistare la guida del partito. Il 29 giugno del 1912 Mussolini rispose, dalle pagine della stampa socialista, ai suoi compagni con parole dure e accusatorie, sostenendo che fosse lui il vero portatore delle idee socialiste, mentre la dirigenza stava scendendo a patti con il potere governativo. Sfida il partito ad espellerlo, demolisce l’operato del partito socialista parlamentare, accusa i deputati socialisti di essersi venduti alla monarchia e propone l’espulsione dal partito di Bonomi, Bissolati e Cabrini. Il suo provvedimento venne a sorpresa accettato e subito reso esecutivo, tanto il congresso rimase colpito dalle sue parole. Treves allora si dimise dall’Avanti! in aperta polemica con la dirigenza del partito e Bissolati fondò il Partito Socialista Riformista, in opposizione a quello mussoliniano che non accettava la lotta politica parlamentare ma propugnava la rivoluzione armata. Mussolini assunse la direzione dell’Avanti! e si trasferì a Milano (prima di quel discorso non era nessuno, aveva alle sue spalle soltanto una breve esperienza nel quotidiano di Trento con Cesare Battisti).
Le pagine del quotidiano socialista si trasformarono in uno strumento di lotta contro gli ex compagni, accusati di ogni possibile nefandezza, la tiratura delel copie arrivò a triplicare grazie alle invettive di Mussolini contro i socialisti e il socialismo, che mandavano in visibilio la borghesia fondiaria e industriale. Mussolini studiò dai padri salesiani di Faenza, ma vi restò solo grazie alle continue intercessioni della madre maestra, perché violento e manesco com’era rischiò più volte l’espulsione (la madre lo ricorda come un “monello sempre alla testa di un gruppo di ragazzacci”).
Diventa maestro a Forlimpopoli e comincia a insegnare a Gualtieri, ma venne presto cacciato. Migrò in Svizzera nel 1902, dove viveva sotto i ponti facendo lavori saltuari, dal manovale al bracciante. Espulso poi anche dalla Svizzera per aver provocato vari disordini, tornò in Italia per rispondere alla leva militare e per un breve periodo fu a Trento come collaboratore del quotidiano cittadino. Tornato a Forlì cominciò a proclamare i suoi strali contro il socialismo e i suoi esponenti pur definendosi lui stesso socialista, un socialista rivoluzionario.
Alla fine il partito lo caccia dall’Avanti! allo scoppio della guerra, per essersi dichiarato favorevole anziché contrario come aveva fatto il PSI a livello parlamentare, e Mussolini in risposta fondò Il popolo d’Italia, con la sottotestata “Quotidiano socialista”. 
L’espulsione definitiva dal PSI arrivò però solo nel 1919, in seguito alla quale Mussolini fondò il 23 marzo 1919 i Fasci di Combattimento, anche se già nel 1914 aveva organizzato i “Fasci di azione rivoluzionaria”, gruppi che con azioni di propaganda e violenti pestaggi a chi era considerato “disfattista” (cioè contro la guerra), premeva per costringere l’Italia a entrare nel conflitto (la Grande Guerra scoppiò nel 1914, ma l’Italia scese nella lotta solo nel 1915).
Si fece il portavoce dell’antibolscevismo e si mise al servizio dei grandi proprietari fondiari e dei grandi industriali, che utilizzavano le milizie fasciste per scoraggiare gli scioperi e le proteste dei lavoratori per il trattamento tirannico dei padroni, le fila dei Fasci si ingrossarono, molti figli dei padroni si arruolarono nelle milizie, finanziate dalle stesse categorie suddette e dai quadri alti dell’esercito. Cominciò lo squadrismo: pestaggi, case incendiate, requisizioni, uccisioni, rapimenti, guerra aperta (cinque giorni di battaglia infuriarono a Parma nel quartiere Oltretorrente, con centinaia di caduti). Lo sciopero gnerale di protesta tentato dal Partito Socialista il 1 agosto 1922 venne disperso con la forza, il 27 ottobre 1922, dopo aver sabotato le linee telefoniche, le vie di comunicazione e aver bruciato archivi comunali e case del popolo, le milizie fasciste marciarono su Roma. Il ministro Facta chiese al re la firma dello stato d’assedio, ma Vittorio Emanuele III rifiutò, destituì Facta dall’incarico e chiamò Mussolini al governo, che dichiarerà: “La guerra civile è stata una tragica necessità. Ne assumo la responsabilità.”
Il 3 gennaio 1925 cancellò dal parlamento l’opposizione, che si era ritirata sull’Aventino come protesta per la barbara uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti operata dai fascisti nel giugno 1924. a partire da questa data cominciarono le leggi e i provvedimenti che cancellarono la democrazia in Italia: soppresse la libertà di stampa, i partiti e le organizzazioni politiche, solo il Partito Fascista aveva diritto ad esistere, venne istituito un tribunale speciale per i crimini contro il fascismo, il parlamento venne soppresso, la facoltà di emanare leggi accentrata tutta nella figura di Mussolini: “una sola realtà esiste, quella dello Stato, un assoluto davanti al quale individui e gruppi sono il relativo!”.
Nel 1929 Mussolini siglò con la Chiesa cattolica il tanto famoso Concordato, che prevedeva un fortissimo risarcimento al Vaticano per la perdita dei territori conquistati con il Risorgimento (risarcimento pagato con i soldi degli Italiani!!!), l’imposizione della dottrina nelle ore scolastiche e del crocifisso nelle aule pubbliche (prima non c’era: fu il Concordato a renderlo obbligatorio, ecco spiegato perché la Chiesa e i neofascisti del PDL ci tengono tanto!).
Nel 1936, in completa violazione dei trattati internazionali, Mussolini attaccò e conquistò l’Etiopia utilizzando gas tossici, violando anche la convenzione di Ginevra che ne proibiva l’uso. Nel 1939 si alleò con la Germania nazista e seguì Hitler in tutto, proclamando le leggi razziali e organizzando la deportazione nei campi di concentramento degli Slavi istriani e dalmati e il trasferimento di numerose famiglie meridionali nell’Istria per sostituirli alla popolazione originaria. Questo atto, oltre alla fascistizzazione coatta degli Slavi, sarà il motivo scatenante dell’obbrobrio delle foibe.
Il 10 giugno del 1940, anche l’Italietta fascista, con le sue scarpe di cartone e i suoi carriarmati grandi come le cinquecento, entrò in guerra a fianco dei nazisti.
Le sconfitte gli attirarono le critiche dei suoi collaboratori: dapprima cercò di disfarsene (fece uccidere Ciano), ma alla fine questi lo esautorarono del suo potere il 25 luglio del 1943, e consegnato al re venne arrestato. Quel giorno Enzo Biagi alla radio potè urlare: “Il fascismo è finito! Il fascismo è finito!”
L’otto settembre fu proclamato l’armistizio, ma Mussolini venne liberato dalla prigionia dai Tedeschi e trasferito sul Garda, da dove diede vita alla Repubblica di Salò, che da allora cominciò una guerra senza quartiere contro le truppe alleate che risalivano la penisola, ma soprattutto contro i partigiani.
Il 25 aprile del 1945 Mussolini fu catturato assieme all’amante Claretta Petacci e altri gerarchi fascisti mentre tentavano di scappare in Svizzera. Fucilato dai partigiani a Dongo, venne poi portato con gli altri cadaveri a Milano, appeso per i piedi in Piazzale Loreto, dove migliaia di persone si accalcarono per sputare, scalciare, sparare e infierire nei più svariati modi sul corpo del feroce dittatore che li aveva oppressi per vent’anni e che li aveva condotti nella grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
Ancora oggi Mussolini è dipinto da molti giovani come un eroe e il regime fascista viene descritto dai revisionisti come l’unico momento in cui l’Italia era davvero un popolo unito. Citerò solo poche cifre, il resto lascio giudicarlo ai lettori: 
80.000 libici sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani, 700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive "operazioni di polizia", 350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale, 45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno, 640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo, 110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all'estero, le migliaia di civili sepolti vivi tra le macerie dei bombardamenti delle città.
Circa 500 furono i morti causati dalle spedizioni punitive fasciste fra il 1919 e il 1922. Il parroco di Argenta, don Giovanni Minzoni, fu assassinato da due uomini di Balbo, nel 1923. Nel 1924 Giacomo Matteotti venne rapito e assassinato , e il gesto fu esplicitamente rivendicato da Mussolini; Piero Gobetti, aggredito nel settembre 1924, morì due anni dopo; Giovanni Amendola fu ucciso dai fascisti nel 1925. Il Duce e il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano fecero uccidere dai fascisti francesi i fratelli Carlo e Nello Rosselli nel 1937. Lo strumento ufficiale della repressione fascista fu il Tribunale speciale per la difesa dello Stato che emise 5619 sentenze e 4596 condanne. Tra i condannati anche 122 donne e 697 minori. Le condanne a morte furono 42, delle quali 31 furono eseguite, mentre furono 27.735 gli anni di carcere. Tra i condannati ci furono Antonio Gramsci, morto in carcere nel 1938, il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini e Michele Schirru, fucilato nel 1931 solo per avere espresso «l’intenzione di uccidere il capo del governo». Vi era poi l'esistenza di un quaderno nero degli antifascisti: chi vi era iscritto, non avrebbe mai potuto lavorare.e nel periodo 1940-1945. Il totale è di circa 444.00
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categoria:personaggio del mese, heroes from our past
sabato, 14 novembre 2009
 Lucifero disoccupato di Aleksander Wat
 
Era la parola più appropriata per definire questa raccolta di racconti del dadaista polacco Aleksander Wat, racconti che esprimono in pieno la forza del movimento dada in Europa.
Wat nacque il 1 maggio 1900 da una famiglia di ebrei polacchi, e si laurea in psicologia nel 1926. dopo un primo periodo di produzione letteraria poetica futurista, nei primi anni del 1920, che vide una produzione breve ma intensa, nella seconda metà del decennio collaborò con diverse riviste dell’avanguardia e dell’antiavanguardia polacca (nella Nowa Kultura si autorispondeva agli articoli che scriveva nella Skamander), sino alla pubblicazione, nel 1927, della raccolta di racconti Lucifero disoccupato. Il racconto omonimo è ancora attualissimo: Satana viene in visita sulla terra per cercare lavoro siccome nell’Inferno si annoia, ma non riesce a trovare quello che fa per lui, non riesce a trovare nulla che possa permettergli di dar sfogo alla sua perfidia: scopre che l’essere umano ha saputo fare a meno di lui.
Dopo essersi sposato e aver avuto un figlio, Wat si avvicinò agli ambienti del comunismo polacco, ma venne incarcerato nel 1940 in seguito alla provocazione di Leopoli con altri intellettuali polacchi (la manifestazione contro il patto Ribbentropp-Molotov). Liberato, fu internato nei gulag siberiani nel 1946, ma subito liberato. La famiglia Wat rifugiò nel Kazakhstan, ma la sindrome di Wallenberg che affliggeva Wat lo portò al suicidio nel 1967 a Parigi, in preda a spasmodici dolori.
Wat girò tutta l’Europa tra il 1946 e il 1967, collaborando anche in Italia per l’editrice Silva, la sua prosa e le sue poesie furono tuttavia pubblicate postume dopo la caduta del muro di Berlino (Wat era stato condannato al silenzio dal regime dal 1946 al 1959), in Italia questa raccolta di racconti è l’unica produzione letteraria di Wat che sia stata tradotta estampata.
Gli altri racconti che concludono la raccolta sono di marca prettamente dadaista: in Storia dell’ultima rivoluzione d’Inghilterra, mentre gli schieramenti si battono alacramente fra le barricate, un elemento estraneo, un pallone da calcio, ballonzola fra i morti interrompendo la battaglia, in Non avete mica visto via dei Piccioni? il protagonista della storia esce di casa e perde la sua via, non riesce più a ritrovare la strada per tornare a casa, in Pesce d’aprile!, un raccontino del quale non si capisce quasi nulla, quasi un film dadaista alla vecchia maniera, si scopre che l’assassino non è quello che sembra essere.  
Infine Via l’Europa! (memorie di un ex europeo), sembra avere quasi un intento profetico: verrà un futuro in cui da colonizzatori gli Europei diverranno colonizzati, e i Cinesi governeranno il mondo!
Buona lettura!!!
 
Aleksander Wat, Lucifero disoccupato
Salerno Editrice, Roma, 1994    VAL.            8
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sabato, 14 novembre 2009
Nell’anno 2000 l’USL di Reggio Emilia produsse il libretto che oggi andiamo a recensire, una sorta di quaderno didattico pensato per sensibilizzare gli scolari alla tematica degli infortuni sul lavoro, realizzato mediante una collettiva di brani di autori italiani e internazionali nei quali si parli di incidenti sul lavoro. Si va dal Rosso Malpelo di Verga a il Dottor Sommelweis di Celine, da Martin Eden di Jack London alla Fiaba delle tre filatrici dei fratelli Grimm.
Il libretto si chiama “Storie. I rischi lavorativi attraverso la letteratura e la storia” a cura della USL di Reggio Emilia nell’ambito del progetto comunitario “Misure per promuovere la cultura e la partecipazione alla sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Ogni brano è preceduto da una breve descrizione critica volta a far riflettere sulle condizioni del particolare tipo di lavoratore di cui si parla nel testo, dallo zolfaro allo scrivano, dal muratore ai contadini, anche se ha la pecca di non essere attuale. Anche la parte finale, dove sono stati inseriti i contributi degli alunni delle classi di Reggio Emilia in cui gli insegnanti hanno scelto di aderire al progetto dell’USL, è un po’ asettica. I brani riguardano tutti le condizioni dei lavoratori nel secolo XIX e XX, condizioni che normalmente (così dovrebbe essere), qualsiasi scolaro studia alle scuole dell’obbligo, convincendosi che quando toccherà a lui andare a lavorare, lavorerà in assoluta sicurezza. Il problema in Italia invece è proprio questo: le condizioni di sicurezza sul posto di lavoro sono le stesse di due secoli fa! Abbiamo notato come questo confronto fosse necessario soprattutto leggendo le considerazioni dei ragazzi sulle letture, ragazzi convinti di aver letto di un tempo lontanissimo e che oggi sia rosa e fiori. Eppure i dati dicono che in Italia 4 persone al giorno muoiono sul posto di lavoro (ISTAT 2008 : 1345 decessi sul lavoro), ma solo una minima parte trova spazio nei media, perché per la maggior parte si tratta di lavoratori stranieri assunti in nero, o di persone che muoiono a una lunga distanza dall’incidente per le conseguenze dello stesso, o di giovani nel sud Italia che lavorano per ditte gestite dalle bande criminali mafiose e camorriste.
Dobbiamo fare un salto di qualità in Italia, dobbiamo smettere di dire che tutto va bene, occorre aprire gli occhi, non far crescere le generazioni future con le fette di salame sulle palpebre.
I dati dell’ISTAT ci dipingono una realtà da paese sottosviluppato, una realtà che ci avvicina sempre di più alla repubblica delle banane dipintaci addosso da Woodi Allen (non che ce ne fossimo mai staccati troppo comunque).
Comunque sia non fa male questo libretto, ma il problema è sempre quello di costringere gli alunni a leggere, visto che l’Italia è lo stato d’Europa con meno lettori, tanto che ci siamo meritati l’ennesimo soprannome: “il posto dove c’è più gente che scrive che quella che legge”.
 
Insomma, buone anzi buonissime le intenzioni, incerti i risultati, che dipendono come al solito dalla sensibilità dei docenti nell’affrontare il tema (e il 90% risponderebbe “Ho un programma da fare, non ho tempo da perdere io!”), nell’attualità delle fonti proposte (va bene riflettere sulle condizioni lavorative della prima era industriale ma confrontiamole con l’oggi del nostro paese!) e dal fattore dominante della scena pubblica di questi ultimi anni: pubblicità mediatica. Avete notato come da quando sia salito al potere di nuovo il Berlusca solo Rai3 dà notizia di incidenti e morti sul lavoro mentre negli altri telegiornali tutto va bene, siamo in ripresa, stiamo bene, la crisi è passata e bla, bla, bla, bla, bla, bla…
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categoria:recensioni / libri
domenica, 08 novembre 2009
Salve! Sono uno studente dell’Università Cà Foscari di Venezia, iscritto al terzo ed ultimo anno di Servizio Sociale.
Fino a poco tempo fa ero trepidante perché, tra poco meno di un anno, nel giorno della mia laurea avrei festeggiato chiassosamente per le calli di Venezia con i miei amici ed i miei parenti, bevendo vino, mangiando come un bove e ridendo fino a star male. A parte il festeggiare volevo più d’ogni altra cosa esporre la mia tesi dinnanzi alla platea dei miei cari, dimostrando loro che mi sono fatto valere in questi tre anni d’università.
Purtroppo qualcheduno ha deciso che a partire da quest’anno accademico, 2009-2010, all’esposizione della tesi non potranno essere presenti né parenti né amici. Inoltre il voto della laurea non verrà più riferito al laureando subito dopo la sua esposizione, però riceverà una e-mail, con l’esito della prova, entro 24 ore.
Non ci dobbiamo preoccupare comunque, perché alla fine della sessione di laurea tutti i neo dottori riceveranno, durante una cerimonia solenne in pompa magna, il diploma di laurea.
Insomma mi toccherà festeggiare la mia laurea con emeriti sconosciuti.
Ciò che ritengo più odioso è che il giorno più importante per uno studente universitario viene declassato ad un’esame di corso qualunque, e forse molto meno dato che ad un esame orale si sa immediatamente il voto.
Gli esami sono pubblici, tutti i miei professori lo ribadiscono in continuazione, persino quelli delle superiori lo facevano, per evitare che ci siano delle irregolarità, ma anche perché uno studente deve sapersi esprimere anche davanti ad una platea di sconosciuti per esporre le proprie idee e per poterle imporle tramite la dialettica. Diamine! L’università a che serve sennò?
Il bello è stato ascoltare quanto fossero indignate le mie colleghe. La maggior parte è rimasta felicissima alla lettura della circolare perché, parole loro, avrebbero avuto una buona scusante per estromettere dall’esposizione i propri genitori ed il fidanzati, che sicuramente le avrebbero fatte agitare. Se fossi uno dei loro fidanzati le prenderei a ceffoni. Mio Dio, ragazze di 22 anni che hanno timore di parlare in italiano di cose serie, se i loro amori sono in ascolto.
Se qualcuno vuole essere a tu per tu con il proprio relatore il giorno fatidico lo richieda pure, è un suo diritto che dovrà essere rispettato, ma non si può impedire ad uno studente di far entrare chi vuole lui durante l’esame di laurea.
Ho un brutto, ma molto brutto come presentimento: se questo fosse un primo passo per la creazione di corsi di laurea, o addirittura di intere università, che si seguiranno per posta elettronica o cartacea? Mi ricordo che quando leggevo i fumetti di Topolino c’era un personaggio, con numerose lauree per corrispondenza, di nome Paperoga, ma non mi sembrava né sveglio né intelligente, anzi decisamente il contrario.
Se questo sarà il futuro dell’istruzione universitaria italiana allora basterà fare gli esami a casa propria, spedirli via internet ed aspettare il responso entro 24 ore.
Cà Foscari cara mi hai defraudato di uno dei giorni più belli della mia vita e per questo dovrei farti causa!
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categoria:scuola, satira, attualitÃ